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Recupero e riutilizzo acque grigie e piovane

//Recupero e riutilizzo acque grigie e piovane
Recupero e riutilizzo acque grigie e piovane 2017-08-08T20:21:35+00:00

Project Description

Recupero e riutilizzo delle acque grigie

In una generica utenza, per soddisfare i fabbisogni idrici si preleva acqua potabile dalla rete acquedottistica pubblica: questa acqua, dotata di caratteristiche di elevata qualità, viene utilizzata indistintamente per scopi potabili (per esempio igiene personale e cottura dei cibi) e per scopi non potabili (un esempio su tutti l’utilizzo nelle cassette di risciacquo dei WC). Si verifica cioè un doppio spreco: si utilizza acqua di alta qualità per scopi non potabili, buttandola via subito dopo tramite lo scarico in fognatura.

Una gestione sostenibile del ciclo delle acque si basa invece proprio sulla valorizzazione di acque meno nobili e sull’utilizzo dell’acqua di alta qualità esclusivamente laddove sono veramente richieste caratteristiche di qualità.

Interventi realizzabili semplicemente e con bassi costi riguardano la componente delle acque reflue non interessata dagli scarichi dei WC, indicata in genere come “acque grigie”.
Le acque grigie sono una parte delle acque domestiche che sono libere da materiale fecale e da acque di scarico della cucina: provengono dalla naturale igiene del corpo, provengono quindi da docce, vasche da bagno e lavandini.
L’acqua grigia è una risorsa quasi inesauribile e la sua produzione non dipende dalle condizioni metereologiche.
Il riutilizzo delle acque grigie all’interno dell’abitazione potrebbe essere un aiuto a diminuire l’uso di acqua potabile, in questo modo le utilizzeremo due volte.
Dopo il primo uso, le acque passano attraverso un filtro organico a membrana ( micro-clear ) che garantisce la totale separazione della biomassa ( corpi solidi, batteri e virus ) dall’acqua purificata che, stoccata in apposito contenitore, viene poi riutilizzata per vasca di scarico wc, irrigazione giardino, lavatrice, lavaggio auto e lavaggi vari.

Gli interventi volti all’abbattimento dello spreco di acque sono costituiti fondamentalmente da:

  • la separazione delle reti di scarico delle acque nere (contenenti cioè gli scarichi dei WC) e delle acque grigie (tutte le altre acque di scarico);
  • la realizzazione di reti distinte di distribuzione idrica (acqua potabile e acqua non potabile);
  • il trattamento e il riutilizzo delle acque grigie depurate per scopi non potabili, come ad esempio l’irrigazione di aree a verde, il riempimento delle cassette di risciacquo dei WC, il lavaggio di aree esterne.

Le acque grigie si depurano molto più velocemente delle acque nere: probabilmente la differenza più significativa consiste nella velocità di degradazione degli inquinanti contenuti nelle acque grigie. Le acque nere contengono infatti sostanze organiche che hanno subito uno dei processi degradativi più efficienti in natura, quello del tratto gastro-intestinale umano; è quindi facilmente comprensibile che i residui di tale processo non si possano decomporre velocemente una volta inseriti in acqua, ambiente non consono alla popolazione batterica in essi contenuta. Ad esempio, in cinque giorni di processo biologico degradativo della sostanza organica, solo il 40% della sostanza organica presente subisce una completa mineralizzazione, mentre nel caso delle acque grigie si raggiunge nello stesso periodo una rimozione del 90%. Questo rapido decadimento della sostanza organica presente nelle acque grigie può essere spiegato con l’abbondanza di zuccheri, proteine e grassi, facilmente disponibili alla flora batterica, caratteristica di questa tipologia di reflui.

Le acque grigie contengono inoltre solo 1/10 dell’azoto totale e meno della metà del carico organico rispetto alle acque nere, come si può osservare dalla seguente figura, che riporta i dati di campagne analitiche effettuate in due distinti scenari in due diversi paesi.
Una scelta progettuale sostenibile per il trattamento delle acque grigie ai fini del riutilizzo deve tenere conto dei seguenti fattori:

  • adattabilità alle variazioni di carico idraulico e organico in ingresso;
  • efficienza nella degradazione della sostanza organica;
  • alto abbattimento della carica batterica;
  • semplicità ed economicità di gestione e manutenzione.

E’ inoltre possibile combinare il trattamento delle acque grigie con il recupero delle acque piovane: in questo caso il serbatoio di stoccaggio delle acque purificate sarà uno solo.

I sistemi di trattamento e riutilizzo acque grigie possono essere con:

SERBATOI DA INTERRO SERBATOI INTERNO ALL’EDIFICIO RECUPERO COMBINATO ACQUE PIOVANE E GRIGIE

 

 

Recupero  acque piovane

Le acque meteoriche sono una fonte continuamente disponibile e richiedono trattamenti semplici ed economici per un loro riutilizzo, per usi non potabili.
Gli impianti destinati al recupero delle acque piovane consentono il riutilizzo delle acque provenienti dai pluviali di abitazioni civili, garantendo una riserva ideale per l’irrigazione di aree verdi, per il lavaggio di veicoli, lo scarico acque dei servizi, ecc.  Si stima che nelle abitazioni civili circa il 50% del fabbisogno giornaliero d’acqua (che corrisponde a una richiesta procapite giornaliera variabile tra 150 e 200 litri) possa essere fornito dal recupero delle acque piovane.
Per il dimensionamento e la progettazione di tali impianti si fa riferimento alla normativa completa su tale tema “DIN 1989 – Impianti per l’utilizzo dell’acqua piovana”.

I punti di forza del sistema sono:

  • la gratuità del conferimento;
  • l’assenza di depositi calcarei nelle condutture e sulle resistenze elettriche delle macchine di lavaggio (lavatrice, lavastoviglie) e conseguente risparmio sui consumi di elettricità;
  • il risparmio di detersivi (fino al 50%) per la minor durezza dell’acqua

 

SCHEMA FUNZIONAMENTO E COMPONENTI IMPIANTO AUTOMATICO RECUPERO ACQUE PIOVANE