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I PROSSIMI AGGIORNAMENTI

I prossimi aggiornamenti del sito riguarderanno l'inserimento di una sezione speciale dedicata esclusivamente alle nostre case prefabbricate e una sezione dedicata allo shopping on-line dove puoi acquistare direttamente i materiali da noi commercializzati. Essendo ZEB una realtà molto attiva ti suggeriamo di Iscriviti alla nostra newsletter in modo da essere aggiornato sui nuovi materiali, sulle fiere ed eventi.
Materiali 2017-02-11T18:05:00+00:00

L’interiorità si esprime attraverso la materia

… e la materia realizza i nostri sogni

Abbiamo fatto la precisa scelta di non scendere a compromessi con il mercato, per questo disponiamo solo di materiali di media ed alta qualità, ci rivolgiamo unicamente a fornitori che hanno la nostra stessa prerogativa: dare l’eccellenza del  “Made in Italy” in chiave etica rispettosa dell’uomo e dell’ambiente.

Mosaici
Parquet
Marmo e pietre
Cotto
Ceramica e gres
Resine
Intonaci
Sanitari
Rubinetteria
Accessori

Mosaici

Il mosaico è una delle soluzioni che si possono scegliere per rivestimenti a parete e a pavimento che permette di ottenere i risultati più originali e creativi, all’insegna dell’eleganza.
Disponiamo di una grandissima scelta di mosaici, sia nelle forme, sia nei materiali, sia nei colori che nel tipo di superficie.
Abbiamo:
– Mosaico in legno;
– Mosaico vetroso;
– Mosaico in metallo;
– Mosaico in ceramica;
– Mosaico con effetto madreperla;
– Mosaico giapponese di altissima qualità e originalità.
Il mosaico giapponese (una delle rarissime eccezioni che facciamo al Made in Italy ma si spiega con l’eccezionalità del prodotto) con tessere montate a mano, una ad una, in ceramica per la bioarchitettura. E’ composta principalmente da un’argilla speciale microporosa estremamente leggera e da cenere vulcanica giapponese, una volta applicata a parete o a soffitto sfrutta la pressione atmosferica, che spinge l’aria contro i muri portando con sé umidità, odori e sostanze nocive e tossiche. Questa speciale argilla filtra l’aria, trattiene l’umidità in eccesso e rilascia quella in difetto, assicurando nell’aria un livello di umidità tra il 40% e il 70%. Questo consente di eliminare il rischio di muffe e di evitare la proliferazione di acari. Anche gli odori ed i componenti organici volatili, trasportati dall’aria, vengono trattenuti per differenziale di carica atomica, filtrati ed eliminati. Sono disponibili in diversi colori naturali e formati: dal mosaico 3X3 cm, al mattoncino 5X20 cm ai formati 30X30 cm, 30X45 cm e 45X45 cm. Non richiede manutenzione, può essere utilizzata su pareti e soffitti interni e le sue qualità non si esauriscono nel tempo. E’ un materiale completamente riciclabile, ha ricevuto dal Building Center of Japan il certificato BCJ-AIBT come primo materiale da costruzione in grado di ridurre le concentrazioni nell’aria di formaldeide e toluene, indipendentemente da fattori esterni quali temperatura e umidità.
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Parquet

I legnami da noi utilizzati sono tutti provvisti di marchio PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification Schemes) che garantisce la sostenibilità della gestione dei boschi da dove proviene il legno e la rintracciabilità dei prodotti legnosi una volta commercializzati e trasformati.

Noi possiamo offrirti un pavimento in legno: massello – stratificato – per esterni – a disegno.

Il pavimento in legno massiccio grezzo da finire in opera rappresenta la tradizione. E’ disponibile in varie lunghezze e larghezze nelle specie legnose più prestigiose, sia europee che esotiche. Disponiamo anche di plance di legno massello ad incastro lunghe fino a 2500mm, o grezze o già pretrattate con eventuali spazzolature, sbiancamenti ecc…

Il parquet stratificato raggruppa vari formati e spessori. Dai pavimenti in legno e parquet prefiniti a due/tre strati fino ad arrivare alle tavole di grandi dimensioni. Prodotti che soddisfano le esigenze di abbinare il calore del legno ad un utilizzo pratico e ad una facile manutenzione.

Bello e resistente, facile e veloce da installare, il legno per esterni è la soluzione ideale per chi non sa rinunciare al calore di un pavimento in legno e di design anche negli spazi outdoor.

Legno massiccio sapientemente tagliato e posato, conferisce all’ambiente un aspetto esclusivo disegnando lo spazio con la naturalezza propria del legno e le sue calde cromie che diventano protagonisti assoluti della casa, questo è il legno a disegno.

I trattamenti di superficie del parquet più comuni sono i seguenti:

IL PARQUET OLIATO (o cerato)
Il parquet oliato ha un aspetto molto più naturale rispetto a quello verniciato e si presta meglio alle finiture speciali (sbiancatura, decapatura, anticatura) dato che ne esalta le caratteristiche. Per la maggior parte delle persone il parquet oliato è “più bello” di un verniciato.

Si graffia più facilmente (non ha la vernice che lo protegge) ma è perfettamente ripristinabile senza l’intervento di un parchettista, la semplice pulizia con un sapone che contenga delle particelle di olio rende il graffio dello stesso colore della tavola e lo nasconde..Su di un vernciato invece il taglio della vernice risalta ripetto al legno..Il risultato è che anche dopo molti anni un parquet oliato è un pavimento “vissuto” ma sempre gradevole e luminoso.

Si sporca più facilmente (la superficie è meno liscia di un verniciato) ma in caso di macchie o aloni vistosi si può ripristinare agendo solo dove si è rovinato e senza dover chiamare un parchettista. Basta applicare un detergente che toglie via tutto l’olio e la macchia (anche carteggiando se necessario) e applicare un pò di olio nel punto da ripristinare, questo è forse il maggior vantaggio di un oliato. I parquet verniciati invece non consentono ciò e quando si macchiano o si rovinano va rilevigata e verniciata tutta la stanza.

Il parquet oliato col passare degli anni diventa sempre più bello, l’olio penetra sempre più in profondità rendenolo più luminoso e resistente. Basti pensare ai parquet che si trovano nei Pub inglesi, tutti rigorosamante oliati, vissuti e sempre belli.

CONTRO

Se è una produzione industriale (dove la quantità di olio utilizzata è ridotta) è molto consigliato effettuare una oliatura iniziale quando si è posato, è un trattamento che può effettuarsi anche da soli e richiede qualche ora, bisogna passare l’olio sulla superficie e stenderlo con un panno o con una normale lucidatrice per pavimenti (per velocizzare). Questo trattamento dovrà poi essere effettuato ogni 4-5 anni se si utilizzano saponi contenenti olio (che nutrono mentre puliscono) oppure annualmente se si usano saponi solo detergenti.

Si sporca più facilmente rispetto a un verniciato quindi attenzione agli oliati sbiancati dove questa caratteristica potrebbe far diventare faticosa la pulizia.

Non assorbono se sono ben nutriti ma in bagno convine comunque un verniciato a meno di non essere dei “precisini”.

IL PARQUET VERNICIATO

E’ sicuramente un parquet più pratico: si graffia più difficilmente e si pulisce semplicemente con un panno morbido e umido, senza l’ausilio di detergenti particolari.

Non bisogna effettuare alcuna manutenzione annuale o pluriennale, al massimo, per farlo durare di più, si può applicare ogni tanto un prodotto che rende la vernice più elastica e luminosa.

Assorbe molto meno tutto ciò che è liquido pertanto si può stare “relativamente” più tranquilli in caso di caduta di oli, acqua, caffè (il vino, specie se rosso va invece rimosso all’istante).

In Italia è il più diffuso (nei paesi nordici invece va molto di più l’oliato) e ciò permette di trovare una gamma di colori molto più vasta rispetto ai parquet oliati.

E’ più economico di un parquet oliato (la vernice costa meno dell’olio e si applica più facilmente in sede di produzione).

CONTRO

Riflette maggiormente la luce e risulta quindi meno “naturale” di un parquet oliato anche se esistono vernici (opache) e trattamenti (es. la spazzolatura e la piallatura) che riducono questo aspetto negativo.

Si graffia più difficilmente ma i graffi si vedono molto di più che su un parquet oliato (sul verniciato il taglio della vernice risalta) e soprattutto non è riparabile se non con l’intervento di un parchettista che lo rileviga (si fa ogni 10-15 anni). Un consiglio: se proprio il graffio è inguardabile esistono in commercio dei “correttori” ovvero dei pennarelli di colore simile al legno che possono rendere un pò meno visibili i graffi.

LEVIGATURA
Questa lavorazione elimina tutte le irregolarità della superficie attraverso l’uso di abrasivi di varia grana.

SPAZZOLATURA
Questo effetto si ottiene trattando la superficie con spazzole in teflon asportando la parte morbida della venatura e mettendo in risalto le naturali venature del legno.

PIALLATURA (a macchina o a mano)
La piallatura leggera ed uniforme viene effettuata con specifiche macchine.
La piallatura a mano, invece, viene eseguita con utensili della tradizione in diverse direzioni rispetto alla vena del legno e con effetto irregolare donando al pavimento un aspetto che sembra conferito dagli effetti del tempo, poiché alla vista risulta irregolare e scavato.

ANTICATURA
Disponiamo di plance anticate oppure antiche vere, ottenute da antiche travi ecc…
Oppure su plance nuove possiamo ottenere l’effetto anticato, appunto, dove i bordi di nodi e spaccature vengono evidenziati dal colore più scuro per accentuare l’effetto antico della tavola.

PRESSATURA
Oltre a determinare il disegno rigato la pressatura conferisce alla superficie una maggiore durezza.

TARLATURA
Effetto anticato che dona al legno un aspetto vissuto caratterizzato dai tipici fori dei tarli.

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Marmo e pietre naturali e ricostruite per interni ed esterni

I materiali sono suddivisi in queste quattro macro categorie:
– GRANITI – MARMI – ONICI – PIETRE NATURALI (arenarie e calcaree)
IL GRANITO
Il granito nasce dal fuoco. Si tratta infatti di una roccia ignea, detta anche magmatica, generata dal raffreddamento e dalla cristallizzazione di un magma fuso.
Il magma che arriva in superficie, subisce un brusco cambiamento di temperatura e dà origine a rocce effusive, quando invece si solidifica lentamente al di sotto della superficie terrestre si trasforma in roccia intrusiva.
Le rocce intrusive si raffreddano lentamente e questo permette la graduale formazione di cristalli ben visibili, spesso anche di grossi granuli: in questo caso si parla di rocce granitoidi, che si raccolgono in profondità all’interno di grossi accumuli detti batoliti.Le rocce intrusive possono essere riportate in superficie grazie a fenomeni atmosferici che ne erodono la copertura oppure grazie a movimenti della crosta terrestre.
I graniti sono le rocce intrusive più rappresentative: sono costituiti principalmente da minerali come il quarzo, l’ortoclasio (feldspato potassico), le miche, che ne determinano anche la particolare colorazione.
I graniti porfiroidi, per esempio, sono caratterizzati da grossi cristalli di ortoclasio (di colore bianco o grigiastro).
Caratteristiche
La durezza è dunque la principale caratteristica del granito e si evidenzia nella capacità di non essere intaccato da agenti acidi (frutta, verdura, prodotti per la pulizia), questo ne determina un grande pregio nell’impiego in zone delicate ad esempio la cucina.La naturale presenza di micropori, (che ritroviamo in tutte le pietre naturali), caratterizzano una predisposizione ad assorbire eventuali sostanze liquide che si possono generare aloni più o meno scuri a seconda del tipo di liquido assorbito.
Questo problema, viene risolto col trattamento antimacchia, un tipo di lavorazione alla quale viene sottoposto il granito per limitarne l’assorbimento dei liquidi e renderlo immune agli aloni.
La presenza, in rapporti diversi, di quarzo e minerali ne configurano poi l’aspetto cromatico e, in maniera significativa, la diversa geometria maculata o venata.Il granito si presta a diversi tipi di lavorazione, ma la finitura più adatta per l’arredamento interno e senz’altro la lucidatura: si ottiene levigando la superficie del granito con abrasivi di grana crescente fino ad ottenere un effetto a specchio; viene poi ulteriormente lavorato con uno strato di cera per aumentarne lucentezza e protezione.
Il granito, rispetto ad altre pietre più tenere, riesce a mantenere la finitura molto più a lungo, grazie alla sua durezza determinata dal contenuto di quarzo e silicio.
Solitamente nell’edilizia abitativa viene utilizzato per rivestire scale o soglie.IL MARMO
Il marmo è “vivo” e nasce da un processo denominato metamorfismo (cambiamento di forma). Il marmo è una roccia originata da calcari che si trasformano a causa di diversi fattori, in particolare incidono la temperatura e la pressione che aumentano all’aumentare della profondità (in media dai 10 ai 30°C per chilometro, c.d. gradiente geotermico). I marmi sono generati da un metamorfismo termico o di contatto, dovuto ad aumenti notevoli di temperatura (ad esempio a causa di un contatto diretto con magmi), che innescano la trasformazione dei calcari in marmi saccaroidi, ovvero costituiti da grossi cristalli.
Sotto i nostri piedi, dunque, c’è un continuo lavorio e le rocce metamorfiche che possiamo vedere in superficie sono risalite solo grazie all’attività di agenti atmosferici o a movimenti della crosta terrestre.
Storia

Quella del marmo è una storia millenaria, che risale all’età del rame:

nella Grecia antica il marmo veniva utilizzato in architettura e nella scultura;
nell’antica Roma il marmo era un elemento fondamentale dell’architettura pubblica e privata: veniva utilizzato per rivestimenti e ornamenti degli edifici, per la scultura e gli arredi (come il travertino);
dopo un periodo di declino, in seguito alla caduta dell’Impero d’Occidente, il marmo tornò ai suoi originari fasti dopo l’anno mille, utilizzato per la costruzione di chiese e opere sacre (vedi il famosissimo bianco statuario di Carrara e le varie breccie italiane);
dal Rinascimento in poi il marmo non ha cessato di essere un elemento fondamentale nella scultura e nell’architettura, fino ai giorni nostri.
Ma la diffusione del marmo non riguarda solo la storia dell’arte. Le sue caratteristiche di resistenza e impermeabilità lo rendono adatto anche a un utilizzo quotidiano: pavimenti, scale, piastrelle, davanzali, piani di lavoro, lavelli ornamenti e persino oggettistica moderna.

Varietà

I marmi possono avere vari tipi di grana e contenere fino ad oltre il 99% di calcite. 
Spesso le venature indicano le impurità della composizione mentre il colore è determinato dalla presenza dei minerali accessori.
I marmi apuani, bianchissimi, sono puri, cioè composti quasi interamente da calcite ed è questa la causa principale del colore bianco che li caratterizza. 
Le vallate profonde e le pareti scoscese delle Apuane si sono formate a causa di una sedimentazione (soprattutto di calcari) avvenuta in ambiente marino, milioni di anni fa. Le pressioni esercitate da parte di altri depositi marini hanno determinato, a causa dell’innalzamento della temperatura, fenomeni metamorfici che hanno generato i preziosi marmi bianchi di Carrara, 
la cui roccia originaria era un calcare molto simile a quello che forma le barriere coralline dei mari tropicali e risale al periodo geologico Giurassico Inferiore, circa 190 milioni di anni fa. Poi, in periodi successivi, ha subito delle trasformazioni che ne hanno modificato la struttura cristallina in cristalli di carbonato di calcio di dimensioni microscopiche.
Le varietà di marmo si differenziano a seconda delle cave dalle quali viene estratto.
Ecco alcune delle principali caratteristiche dei marmi italiani più conosciuti al mondo, cioè quelli delle alpi Apuane:

Bianco Carrara – la sua peculiarità è quella di contenere limitatissime quantità di impurità. Le lastre presentano una pasta di fondo bianco-perlacea dove talvolta possono essere presenti anche piccole venature grigiastre.
Statuario – sicuramente tra i più pregiati. È stato usato per le sculture, fin dal tempo dei Romani, per la sua colorazione bianco-avorio.
Venatino – la cui caratteristica principale è quella di presentare delle venature fini ma molte di color grigio che attraversano una pasta di fondo bianca o anch’essa leggermente grigiastra.
Arabescato – molto simile al Venato come colori ma a differenza di quest’ultimo presenta venature che disegnano sulla pasta di fondo una trama simile a un arabesco.
Calacatta – presenta venature di color giallo crema su una pasta di fondo bianca o avorio. E’ un marmo di gran pregio e la sua reperibilità è piuttosto limitata.
Bardiglio – dove la sua pasta di fondo assume una colorazione grigia a causa della presenza molto diffusa di finissimi cristalli di pirite.
Cipollino – che presenta delle striature molto marcate di colore grigio-verdastro che ricordano la struttura interna della cipolla.

Calcari compatti

Alcuni calcari compatti sono pregiati e molto utilizzati nell’edilizia, come sostituti del marmo. Si tratta, tuttavia, di rocce sedimentarie che derivano dall’azione di organismi viventi; infatti, spesso includono fossili (come il Perlato di Sicilia) e sono composti da calcite, dolomite e aragonite.
Tra le varietà più note sono presenti il Botticino di Brescia (beige); Arabescato Orobico rosso; la pietra Serena; la pietra di Trani e il Bronzetto, il Travertino Romano classico, il Portoro del Piemonte (di colore scuro con venature più chiare color oro).
Abbiamo poi un caso particolare, quello dell’alabastro: si tratta infatti di un tipo di gesso a struttura microcristallina (anch’esso è una roccia di tipo sedimentario), la cui colorazione è dovuta alla presenza di vari tipi di minerali. L’alabastro di Volterra è una roccia molto pregiata che viene utilizzata soprattutto per gli oggetti ornamentali. L’abilità degli artigiani unita alle proprietà della roccia, può conferire ai manufatti giochi di luce e di trasparenza inimitabili.

Il marmo italiano nobile e prestigioso viene utilizzato per il rivestimento e la decorazione di spazi interni ed esterni, fino anche alla creazione vere e proprie opere d’arte come le sculture. Il tipo di marmo più conosciuto è il Bianco Carrara, estratto fin da epoche antiche e da sempre riconosciuto come simbolo di stile, pregio e durabilità. Noi proponiamo, oltre a questo marmo, un’ampia gamma di pietre naturali per i clienti più esigenti.
I vantaggi di marmi italiani sono:
– Alto grado di lavorabilità
– Altissima lucidabilità
– Resistenza al freddo
– Flessibilità
– Facilità di manutenzione
– Originalità e stileL’interno marmo o pietra

LA PIETRA

la pietra naturale è una pietra di origine arenaria; si tratta dunque di una roccia sedimentaria composta da granuli che hanno la dimensione della sabbia. Si tratta dunque dell’unione di granuli di diversa origine che vanno a depositarsi insieme grazie al vento o all’acqua, percorrendo spesso un lungo cammino. La composizione della pietra dipende dunque dalla resistenza all’abrasione e all’alterazione chimica dei diversi granuli. In via generale la pietra naturale presenta notevoli quantitativi di quarzo, minerale che, grazie alla sua resistenza, è uno dei costituenti più comuni di queste rocce. I granuli sono tra loro legati da un cemento, originato dalla precipitazione chimica di minerali formati da ioni presenti nelle acque circolanti fra i pori interstiziali, comunemente come cemento si rinviene il carbonato di calcio sia sotto forma di calcite che di aragonite, meno abbondantemente la silice o talvolta un ossido di ferro.

Caratteristiche
Essendo facilmente lavorabile e di bell’aspetto, la pietra naturale trova vasto impiego nell’edilizia. Pietra compatta dalle discrete proprietà e dall’uniforme colore grigio azzurrognolo, detto anche “color del cielo”, che la contraddistingue.
Estremamente facile da lavorare, viene utilizzata per opere scultoree e di arredo urbano, nel campo del restauro e nelle realizzazioni di prestigio, ambienti di rappresentanza, esercizi commerciali, banche e uffici.
La Pietra Serena è maggiormente indicata per usi interni, la Pietra Extraforte per utilizzi ornamentali e di rivestimento anche per esterni, la Pietra Colombino è una calcarenite e le sue superiori proprietà la rendono adatta alla pavimentazioni degli spazi esterni.

Le pavimentazioni e i rivestimenti in pietra in esterno, sono le prime cose che osserviamo di una casa.
La pietra naturale è un prodotto che fa la differenza nella presentazione esterna della nostra casa, d´altronde anche l´occhio vuole la sua parte, con un prodotto naturale riusciamo ad avere un ottima resa estetica ed una durata nel tempo senza pari.

ONICE (O ALABASTRO)

Le onici in mineralogia sono rocce ignee, forme criptocristalline di quarzo (SiO2) sottotipo delle agate (durezza 7 mohs) da cui si differenziano per essere striate.

Il termine si e’ esteso a livello commerciale fino a comprendere gli alabastri maggiormente estetici dicono i geologi. Ma il primo testo scritto a creare confusione terminologica con la moderna geologia è la Genesi in cui si parla appunto di ‘pietra onichina’, i greci usavano il termine onux, che significa unghia e anche gli antichi romani chiamavano “Lapis Onyx” gli Alabastri pregiati della valle del Nilo che originariamente erano cavati presso la citta’ egiziana di Alabastron da cui deriva il termine greco Alabastros secondo Plinio.
Proprio Plinio il vecchio – nato a Como tra le altre cose – nel libro XXXVI della sua Historia Naturalis in cui parla di marmi e pietre riporta che già a suo tempo alcuni li chiamassero alabastri al posto di onici, e che erano il miglior tipo di contenitori nel preservare nel tempo gli unguenti .

I marmisti nel solco della tradizione egizia e greca hanno continuato a chiamarle onici mentre per i geologi sono alabastri (anche detti stalattiti). In ogni caso sono rocce sedimentarie (durezza 2-3 mohs) simili come origine ai travertini che derivano dalla precipitazione di carbonato di calcio in ambienti sotterranei molto tranquilli (grotte) ed hanno struttura zonata composta da grossi cristalli di calcite.
Sono da sempre associati al lusso e alle decorazioni per il loro aspetto trasparente e multicolore, in epoca antica erano celeberrimi gli alabastri egiziani e nel periodo tardo romano-medioevale quelli toscani (ma si trovano anche sul carso e in Lombardia).

Vengono intensamente impiegati come semi-preziosi nella biogiotteria per collane o monili, nell arredamento e come rivestimenti di interni, retroilluminati da normali luci danno un effetto estetico unico, per esempio nelle finestre del mausoleo di Galla Placidia (III secolo, Ravenna) li si usa al posto dei vetri.

Sono rocce delicate e si scolorano se esposte per alcuni anni alla luce diretta del sole, per questo non vengono solitamente utilizzate all’ esterno, con un adeguato trattamento protettivo possono usere usate come pavimentazione interna.

Nel linguaggio commerciale vengono spesso assimilati ai marmi con cui condividono composizione (entrambi hanno contenuto prevalente di carbonati di calcio).

Composizione:
calcite, solfati di calcio

Collocazione geologica:
Olocene 10.000 anni fa

I colori dell’onice sono: Bianco – Fantastico – Giallo – Multicolor – Oro
– Rosa – Rosso – Smeraldo – Onice Verde

Esistono svariati modi di lavorare la superficie dei marmi e delle pietre:
Lucidato
Tale lavorazione con l’uso di macchine automatiche, prevede la lucidatura del piano, passando da grane di abrasivi molto grosse fino alle grane più fini.
Questa lavorazione e’ molto indicata per interni, in quanto in esterno con gli anni il lucido tende ad andare via dal marmo a seguito delle piogge acide che caratterizzano i nostri tempi.

Levigato (o a pelle d’uovo)
La levigatura del marmo è molto indicata sia per esterni che per interni.
Dona al marmo un aspetto molto satinato in cui non ci si specchia e non si vedono i riflessi.
In esterno e’ una lavorazione molto duratura nel tempo, in quanto le piogge acide non la intaccano in modo evidente.

Spazzolato
La spazzolatura del marmo consiste in un invecchiamento eseguito con delle mole in materiale plastico-abrasivo.
Tale lavorazione del marmo genera una superficie cosiddetta a buccia d’arancia, che conferisce al pezzo di marmo un aspetto direi quasi Antico e lavorato dal tempo.
E’ molto indicata come lavorazione sia da interni che da esterni.
Il marmo spazzolato da esterni si abbina molto bene con un’altra lavorazione da esterni, “La Bocciardatura”
Questa lavorazione può essere eseguita con delle macchine sia presso il marmista, sia in sul cantiere, da provetti lucidatori che possono eseguire il lavoro subito dopo la posa del marmo.

Bocciardato (o martellinato)
La Bocciardatura del marmo viene eseguita presso il marmista con delle macchine particolari tramite dei piatti che girando su se stessi sulla superficie della lastra di marmo, picchiano con delle punte la superficie di marmo
generando dei piccoli incavi e una superficie martellinata.
Questa lavorazione si può eseguire solo su alcuni tipi di marmo, in quanto non tutti i marmi sopportano l’impatto con questa lavorazione.
E’ una lavorazione indicata per esterni e per qualche parete interna un po’ particolare.
Conferisce al marmo o al granito se usata in esterni una lavorazione antiscivolo.

Fiammato
La fiammatura del marmo viene eseguita con dei Canelli ossidrici ad altissima temperatura.
Si può eseguire sia su alcuni tipi di marmi e praticamente su tutti i graniti.
Conferisce al pezzo di marmo trattato un aspetto a spacco naturale che può essere a sua volta spazzolato, generando una superficie Fiammata-spazzolata molto bella da vedersi.
La fiammatura del marmo o del granito e’ molto indicata sia per il rivestimento di facciate di palazzi, che per camminatoi esterni in quanto è per sua natura antiscivolo.
E’ una lavorazione del marmo di bellissimo effetto che il costruttore deve tenere in considerazione per abbellire la propria casa.

Rullato
La Rullatura del marmo avviene dal marmista, tramite un macchinario che è composto da un rullo dentato che ruota ad alta velocità sulla superficie del marmo.
Questo macchinario imprime sul marmo delle righe che possono essere più o meno marcate e più o meno profonde a seconda del rullo usato per eseguire la lavorazione.
E’ una lavorazione indicata sia per pareti interne che pavimenti esterni in quanto antiscivolo.

Acidato
Questa lavorazione del marmo si esegue dal marmista tramite l’immersione del marmo in apposite vasche contenenti acido.
Il marmo prima dell’acidatura può essere bocciardato o sabbiato al fine di incrementare l’effetto di usura tramite acidatura.
L’effetto che si ottiene e’ molto simile alla spazzolatura, ma dona al marmo un spetto molto più invecchiato.
E’ una lavorazione che non si può eseguire presso il cantiere, ma si può eseguire solo in fabbrica.

Sabbiato
La sabbiatura del marmo si esegue dal marmista e comporta ad una satinatura molto marcata del marmo.
In aggiunta a questa lavorazione il marmo può essere acidato o patinato dopo la lavorazione.
Per natura della lavorazione, dona al marmo una caratteristica antiscivolo ideale per esterni.
Non tutti i marmi possono essere sabbiati, in genere sono esclusi i marmi troppo teneri o che presentano buchi eccessivi.

Burattato
La Burattatura del marmo si esegue dal marmista tramite dei grossi buratti che donano al marmo un aspetto molto “consumato”.
I formati delle marmette di marmo burattate raramente superano il formato di 30 x 30 x 2.
Occasionalmente si possono eseguire formati più grandi ma i costi di produzione sono elevati.
Il burattato che va per la maggiore è il 10 x 10 x 1 oppure la cosiddetta palladiana.
Se lo si desidera dopo la burattatura il marmo può essere trattato con delle vernici speciali che conferiscono al marmo cosi trattato un aspetto più lucido.

Spuntato
Il marmo spuntato può essere eseguito sia a mano che a macchina.
In genere oggigiorno si usa ricorrere alle macchine che donano al marmo cosi trattato un aspetto molto rustico.
Si usa molto in esterni e per l’esecuzione di davanzali.
I robot possono imprimere tramite la spuntatura anche dei bei disegni alla lastra di marmo, molto caratteristici.

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Pavimenti in cotto

Per chi ama gli ambienti rustici e vuole una pavimentazione durevole e particolare nelle sue imperfezioni cromatiche, può scegliere un pavimento in cotto. Diverse sono le varianti: fatto a mano, industriale, toscano, umbro, lombardo, ognuno con caratteristiche inconfondibili. Il cotto appartiene al gruppo delle piastrelle non smaltate e in monocottura, viene prodotto mediante lavorazione dell’argilla, sia con tecniche manuali che industriali.
Il cotto, inoltre, per la sua composizione di argilla e acqua e la particolare lavorazione, rientra tra i materiali biologici.
In Italia vi sono numerose cave, dal Veneto alla Sicilia, da cui viene estratta la materia prima e le colorazioni variano a seconda della provenienza geografica.
Essendo un materiale a pasta porosa, contenente delle bolle d’aria, assorbe facilemente lo sporco e deve essere trattato con prodotti incerati e impregnanti per renderlo più resistente alla penetrazione dei liquidi e delle impurità e per far sì che sia più facile da pulire.
Un vantaggio del cotto è che le bolle d’aria trattengono il calore, per cui è l’ideale per rivestire impianti di riscaldamento a pavimento. Esistono diverse tipologie di pavimenti in cotto, impariamo a conoscerle.
Il cotto fatto a mano

Il cotto fatto a mano è realizzato con una procedura artigianale potremmo dire “romanticamente” molto simile addirittura a quella usata per fare il pane: una volta prelevata, l’argilla viene ripulita da ogni impurità, lasciata all’aria aperta per alcuni giorni, macinata in polvere finissima e poi utilizzata per la creazione degli impasti.

Su di un piano di lavoro viene stesa della sabbia e si procede con il miscelare acqua e argilla fino a ottenere dei panetti, i quali vengono inseriti in stampi ben pressati che producono le forme. Appena uscite dallo stampo, le mattonelle vengono posate su di un pavimento riscaldato e lasciate ad essiccare per circa due giorni.

Nel frattempo gli artigiani eseguono la rasatura dei bordi con una procedura rigorsamente manuale e quando il processo di essiccazione è completato, le piastrelle sono messe nei forni per essere cotte ad una temperatura che va dai 900 ai 1020 gradi. Il calore penetra al loro interno, creando delle sfumature cromatiche.

Dopo la cottura rimangono ancora per qualche giorno nei forni, poi vengono tolte e sono pronte per la posa. Tipici di un pavimento in cotto artigianale sono i mattoni storti e gobbi con varie screziature di colore.

Il cotto industriale

Con i metodi industriali gli impasti sono invece eseguiti da speciali macchinari, sono duri e ingelivi (resistenti agli sbalzi termici) e il risultato è quello di una superficie più regolare, senza imperfezioni, con piastrelle di aspetto simile le une alle altre e di una colorazione priva di sfumature, che rendono il cotto industriale adatto anche ad ambienti moderni; è molto utilizzato altresì per gli esterni, per rivestire viali, portici o scale, riceve dei trattamenti con impregnanti a solvente per far sì che sia resistente al gelo e agli sbalzi climatici, è una pavimentazione molto longeva ed elegante. che li rendono diversi gli uni dagli altri; tali caratteristiche ne fanno una pavimentazione adatta alle ambientazioni rustiche.

I formati

I pavimenti in cotto possono essere composti da mattoni o da piastrelle; i mattoni si caratterizzano per una forma a parellelepipedo, sono spessi e tozzi, le piastrelle o mattonelle o pianelle, sono invece più sottili, hanno lunghezza e larghezza maggiori rispetto allo spessore e possono avere varie sagome di differenti dimensioni: a rettangolo, a quadrato, a esagono, a ottagono, a rombo o losanga, a listelli simili a quelli del parquet oppure si possono creare particolari composizioni geometriche nella posa delle pianelle, per donare alla pavimentazione un tocco artistico.

Le tipologie

Come abbiamo accennato poc’anzi, vi sono diversi tipi di cotto, che si distinguono in base alla provenienza geografica della materia prima e alla tipica colorazione naturale. Ecco una rassegna delle principali specie di cotto:

cotto toscano: anche detto cotto impruneta e così chiamato perchè è prodotto industrialmente o artigianalmente nella località di Impruneta, nei pressi di Firenze, è una pavimentazione antichissima che ha origini nella cultura etrusca e si caratterizza per il classico colore rosso intenso;

cotto umbro: viene prodotto a Castel Viscardo, in provincia di Terni, dove c’è argilla di altissima qualità che rende le pavimentazioni robuste e durevoli; il cotto umbro si caratterizza per un particolare colore rosato, dovuto alla presenza di alcuni minerali nell’argilla ed è molto richiesto anche sul mercato estero;

cotto chiaro: è la varietà dalla colorazione più chiara, ha sfumature di rosa molto tenue oppure di bianco, se viene lasciata allo stato naturale ha l’aspetto della pietra ruvida ed è impiegata soprattutto per le pavimentazioni esterne, come vialetti o bordi piscina, oppure c’è la variante smaltata di un bianco più acceso, che è usata per gli interni e dona agli ambienti un aspetto raffinato;

cotto giallo: viene prodotto in alcune zone della Toscana e dell’Umbria, ha tonalità giallo paglierino perché l’argilla che lo compone contiene del calcare ed è una delle varianti più gettonate, molto usata sin dal periodo rinascimentale, si adatta infatti ad arredamenti dallo stile classico, che evocano atmosfere del passato;

cotto siciliano: è fabbricato in Sicilia, con argille estratte da cave locali e con sabbia vulcanica che conferisce alla pavimentazioni una notevole durezza e alta resistenza al calpestio e agli sbalzi termici, per questo il cotto siciliano è molto apprezzato come rivestimento di aree pedonali esterne. Vi sono diverse varietà, le cui proprietà dipendono dalla composizione dell’argilla di cui sono costituite, dalla finezza della macinazione e dalla quantità di acqua presente nell’impasto; le colorazioni possono spaziare dal giallo, al rosato, al rosso e l’aspetto può essere liscio oppure granuloso;

cotto lombardo: detto anche variegato, venato o striato, perché caratterizzato da una superficie piena di striature rossicce oppure gialle, molto somiglianti alle venature delle rocce ornamentali, che esaltano l’effetto policromatico del pavimento; il cotto lombardo si adatta bene a qualsiasi tipo di stile, dal classico al moderno, è considerato un prodotto “nobile” perché composto da argille pregiate con un alto potere ignifugo e di isolamento termo-acustico e con capacità idroscopiche, ovvero assorbono l’umidità rendendo le zone interne più salubri.

Le finiture

Per modificare l’aspetto della superficie del cotto vengono eseguite diverse finiture, mediante attrezzature speciali o con tecniche manuali; talvolta i trattamenti servono a potenziare la resistenza alle aggressioni di agenti esterni, cercando di non eliminare del tutto le caratteristiche naturali. In alternativa si può lasciare il cotto alla stato grezzo e originale, senza nessuna lavorazione, per non alterarne l’aspetto. Ecco alcune delle finiture che si possono realizzare su di un pavimento in cotto:

carteggiatura: si riproducono le caratteristiche di un pavimento d’epoca, consumato dal continuo calpestio; è una tecnica che può essere effettuata manualmente a crudo, prima di infornare le piastrelle e con dei fogli di carta abrasiva, oppure si può operare dopo la posa in opera per mezzo di macchine abrasive, in tempi più rapidi e con la possibilità di realizzare diversi gradi di usura. Il cotto carteggiato è molto richiesto negli interventi di ristrutturazione di casolari e di vecchie case contadine, perché ripropone antiche pavimentazioni con il fascino dei segni del tempo;

levigatura: è il procedimento inverso alla carteggiatura e serve a far diventare la superficie più liscia e regolare senza intaccare le sfumature cromatiche; è una lavorazione in voga già sin dal ‘500 e oggi è finalizzata a rendere i pavimenti in cotto più adatti ad essere collocati in contesti moderni;

smaltatura: in fase di produzione e prima della cottura si aggiunge uno strato sottile di smalto sulla superficie, avendo cura di non livellare e di non eliminare le irregolarità tipiche del prodotto. Lo scopo di questo procedimento è sia pratico, in quanto si viene a creare una patina che protegge la parte esteriore e la rende più facile da pulire, sia estetico, poiché permette di creare decorazioni con pitture eseguite a mano.
In pratica si procede prima con la stesura dello smalto, poi con la cottura, poi con l’esecuzione di disegni artistici e infine con una seconda cottura per fissare bene il tutto. Per poter adattare il cotto ai più svariati tipi di arredamento, è possibile colorare la massa unendo ossidi e vernici all’impasto e ottenendo varie colorazioni.

Se si decide di acquistare un pavimento in cotto, bisogna essere consapevoli che non si tratta di una scelta propriamente economica. Per un cotto di buon livello qualitativo difficilmente si spende al di sotto dei 20 euro al metro quadro, gli esemplari meno costosi generalmente sono di scarsa qualità o non hanno ricevuto trattamenti adeguati che li rendano resistenti nel tempo e impermeabili.

IL COTTO ANTICO
Il cotto antico è uno dei materiali più pregiati del settore edilizio, è un materiale che consente di conferire agli ambienti un aspetto rustico, ma al contempo elegante e prestigioso, proprio per il valore che questa tipologia di cotto possiede. Il cotto antico, infatti viene realizzato, ancora con metodi di lavorazione manuale e rappresenta uno dei pochi materiali che ancora vantano di questa tecnica artigianale.
Il cotto antico rappresenta una variante del cotto naturale, in quanto deriva dalla medesima tecnica di lavorazione dell’argilla con metodi ecologici e rispettosi dell’ambiente.

Per la realizzazione del cotto antico possono essere impiegati anche i materiali da recupero, come nel caso di mattonelle in cotto, oramai datate, tipiche dei casali antichi.
Il cotto antico si distingue per l’aspetto antichizzato, per la sua alta resistenza, la compattezza e la facilità nella messa in posa.

Il cotto antico viene realizzato con tecniche di lavorazione manuale che sfrutta i materiali naturali per produrre un prodotto senza tempo.
L’argilla viene estratta dalle cave e poi viene fatta essiccare all’aria aperta per 40 giorni, durante i quali il materiale subisce un trattamento naturale, sotto l’azione degli agenti atmosferici. Successivamente si crea un impasto di argilla e acqua il quale viene successivamente pressato all’interno di uno stampo, aiutandosi con regolo e con le mani. L’impasto rimane all’interno dello stampo per tre giorni, durante i quali è possibile rifilare i bordi in eccesso dei mattoni, così da consentire all’aria di penetrare meglio e accelerare il processo di asciugatura.
I mattoni poi vengono cotti ad una temperatura che può superare i 1100° C.
Le mattonelle in cotto antico, danno spazio a nuovi formati che permettono di adattare anche questa particolare tipologia di cotto ad ambienti differenti, persino quelli in stile moderno, o all’interno delle stanzette per i bambini.

Il cotto antico può essere impiegato sia per gli ambienti esterni sia per quelli interni, tuttavia è preferibile destinare il suo uso solamente a quest’ultimi. Negli ambienti interni di una casa è possibile usare il cotto e preservarlo da possibili danneggiamenti, mediante appositi trattamenti idrorepellenti e oleorepellenti. Per l’esterno, solitamente, il cotto antico viene impiegato per il rivestimento dei bordi piscina e molte volte viene lasciato allo stato grezzo, al fine di dare una piacevole sensazione alla pianta del piede.
Il cotto antico conferisce agli ambienti un sensazione di accoglienza e tepore, grazie anche alla sua capacità di rilasciare calore, molto piacevole, soprattutto durante le giornate invernali.

Il cotto antico può essere disponibile nelle classiche mattonelle quadrate, oppure anche in formati differenti, molto più stilizzati e adatti agli ambienti moderni. Il nuovo look, in materia di forma, lascia ampio spazio, invece, alla tradizionale colorazione rosso mattone, che rende questo materiale l’ideale per le pavimentazioni interne in stile natural. Dalle mattonelle quadrate, si passa a quelle rettangolari, fino ad arrivare a forme stilizzate e di design; le finiture possono garantire un aspetto liscio, oppure grezzo. I colori del cotto antico, tuttavia non si esauriscono in questa cromia, ma possono spaziare anche dal rosato al biondo, in base alle esigenze di abbinamento. In fase di posa, è possibile realizzare particolari decori o caratteristiche superfici sfumate.

Il cotto antico solitamente è caratterizzato da piccole imperfezioni e irregolarità, le quali costituiscono fattori distintivi della sua artigianalità.
Il cotto antico è una delle specie più imitata tra i materiali edili, ciò è dovuto al suo alto prestigio e alla sua fama, per essere sicuri di non acquistare un “finto cotto antico” occorre esigere il rilascio della certificazione di qualità del materiale, così da scongiurare qualsiasi tipologia di falsificazione.

IL COTTO ANTICATO
Il cotto anticato è un’imitazione (non una falsificazione) del cotto antico, la quale permette di giungere al risultato desiderato con un effetto antico senza paragoni. Con il cotto anticato è possibile ottenere le medesime colorazioni e particolarità del cotto antico, personalizzando l’impasto, la lavorazione e la finitura. Il costo del cotto anticato, chiaramente, è inferiore rispetto a quello del costo antico, ma ciò dipende dalla resa che si desidera avere e dalla disponibilità economica.
Il pavimento effetto antico è realizzato con tecniche miste, manuali e industriali e ciò consente di avere un risultato mai perfettamente identico all’altro, così da garantire la naturalezza del materiale e avvicinarlo il più possibile a quello originale.

Le tecnologia all’avanguardia consentono, inoltre, di migliorare la resa del cotto antico, così da rendere il cotto anticato molto più resistente all’usura e agli attacchi degli agenti atmosferici. Tuttavia, l’aspetto irregolare e imperfetto rimane una caratteristica tipica di questo materiale, il quale tende ad assomigliare in tutto e per tutto al materiale originale.

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Ceramica e gres porcellanato

I produttori di ceramica in questi ultimi anni sono sono sbizzarriti nel realizzare forme (formati anche di 3mx1m), superfici ed effetti sempre più particolari grazie la creatività dei loro designers e tecnici.
Noi siamo sempre costantemente aggiornati sulle novità.
Si trovano solitamente gres smaltati o a tutta massa, rettificati o non, per interni, per esterni.
Le finiture di superficie sono svariate: lucidato, levigato, lappato, satinato, honed, bocciardato, fiammato, grip, ecc…
Esistono anche gamme particolari di ceramiche decorative, un classico esempio è la ceramica trattata con tecnica RAKU, Il raku è una tecnica di origine giapponese, nata in sintonia con lo spirito zen, in grado di esaltare l’armonia delle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme. L’origine del raku è legata alla cerimonia del tè: un rito, realizzato con oggetti poveri, incentrato sulla tazza che gli ospiti si scambiavano. Le sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel palmo della mano.

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Resine – per pavimenti, rivestimenti e arredo

RINNOVARE AMBIENTI CON STILE E SENZA DEMOLIRE

Siamo stati tra i primi ad utilizzare questo fantastico materiale, inizialmente veniva applicato solo alla pavimentazione, negli anni a seguire l’evoluzione di questo prodotto ha consentito di utilizzarlo sia sulle pareti che sui mobili.
E’ un materiale che si applica su tutti i tipi di superficie, è quindi molto versatile e da ampio spazio alla creatività, è veloce, raffinato, resistente, elegante e di design.

Resina monocomponente, a base acqua, in grado di unire in un’unica soluzione altissime performance tecniche di resistenza con una varieta’ estetica unica ed inimitabile, in soli 2 millimetri di spessore.

Caratteristiche:
– Soluzione ideale su superfici nuove e per ristrutturazioni
– Spessore massimo: 2mm
– Si applica direttamente su piastrelle e su qualsiasi rivestimento già esistente su pavimenti o pareti
– Vastissima scelta di effetti e colori
– Alta resistenza al graffio
– Ciclo all’acqua e ecologico
– Rapido nella posa ed inodore

Resina autolivellante, esente da solventi che, grazie ai suoi particolari biopolimeri di resina, dopo essere colata sulla superficie, si autolivella naturalmente per creare emozionanti opere d’arte e fantasia.

Questa resina si può utilizzare trasparente, per inglobare stampe o piccoli oggetti, oppure additiviata con oltre 40 additivi e pigmenti speciali.

Caratteristiche:
– Resina autolivellante esente da solventi
– Ideale per tavoli, top, elementi d’arredo, quadri artistici e pavimenti 15 stili applicativi e oltre 40 colori ed effetti speciali
– Una resina che cola, si miscela e si muove sinuosa per regalare emozione
– Crea accattivanti superfici artistiche

I trend di arredamento, pavimenti e pareti 2015 vedono al primo posto gli effetti cemento, soluzioni realizzate nell’ingrediente principe dell’edilizia e delle costruzioni, destinate a regalare un tocco di stile a tutti gli ambienti della casa. Un tempo erano solo i puristi dell’architettura che sceglievano di ospitare elementi in cemento all’interno dell’appartamento, collocando in cucina o nel living, elementi con i quali gli altri materiali potevano dialogare, creando un’estetica industriale e ricercata. Dalla finitura di pareti e pavimenti, ai primi oggetti di design creati qualche anno fa, gli arredi in cemento del 2015 si emancipano dalla connotazione più grezza per diventare le creazioni imperdibili che regalano un tocco di stile alla casa.

Questo prodotto è composto da minuscole particelle di resina, cariche minerali e cemento. Il preparato si presenta in polvere finissima. Per utilizzarle si aggiunge acqua secondo le specifiche indicate in scheda tecnica.

Il prodotto si applica a spatola per ottenere effetti e sfumature tipiche del cemento con notevole resistenza al graffio.

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Intonaci e tinteggi

L’INTONACO
Le malte per intonaci erano note fin dall’antichità. Già in tempi assai remoti infatti troviamo intonaci di argilla, simili a quelli che s’incontrano anche ai nostri giorni. In seguito fu la calce ad essere usata come base del prodotto nell’antica Grecia. Con la calce, sono stati realizzati intonaci esterni che hanno resistito nel tempo e tuttora sono visibili nei resti degli antichi templi greci. A loro volta i Romani conoscevano già i vantaggi dei cosiddetti materiali idraulici. Rispetto a quei tempi la tecnologia edilizia ha subito profonde trasformazioni. La scoperta del cemento Portland, avvenuta alla metà del dicianovesimo secolo, ha messo a disposizione un legante idraulico che consente di ottenere materiali edili di eccezionale durata e resistenza.
L’intonaco è tradizionalmente una malta composta da una parte legante (indurente) che ingloba sabbia di dimensione granulometrica selezionata con diametro massimo generalmente non superiore ai 2 millimetri. La sabbia utilizzata può essere calcarea o silicea, di provenienza fluviale (naturale) o derivante da macinazione; negli intonaci moderni sono, inoltre, presenti anche sostanze additive (quali: cellulosa, amido, fumo di silice ecc.).
Lo spessore “tipico” dell’intonaco è di 2 centimetri, sebbene, in determinate circostanze e per taluni necessità e tipologie, può essere incrementato.

Fondamentalmente, la stragrande maggioranza degli intonaci si distinguono, in base al legante usato, in:

– intonaco a base di calce idrata;
– intonaco a base di calce idraulica;
– intonaco a base di calce + cemento portland, con prevalenza di calce;
– intonaco a base di cemento portland + calce, con prevalenza di cemento;
– intonaco a base di gesso.

L’intonaco assolve principalmente a tre funzioni:

– realizzare una finitura regolare e valida dal punto di vista estetico;
– proteggere le strutture murarie sulle quali viene applicato
– essere un vero e propio polmone igrometrico d’ambiente.

All’esterno, l’intonaco ha una prevalente funzione protettiva contro l’azione corrosiva degli agenti atmosferici, per cui la proprietà più importante dovrà essere quella di assorbire acqua e di restituirla velocemente all’aria; dovrà inoltre presentare una buona permeabilità al vapore. Il degradamento dell’intonaco esterno avviene, infatti, proprio a causa dell’acqua che si infiltra, nonchè per effetto delle escursioni termiche: si formano dapprima dei rigonfiamenti, poi si hanno i distacchi. Una volta avviato, il processo di degradamento avanza velocemente e, in poco tempo, la parete resta scoperta.

All’interno, invece, uno dei principali compiti dell’intonaco è sicuramente quello di assorbire l’umidità superficiale delle pareti, evitando i fenomeni di condensa e di gocciolamento (le malte di calce sono indubbiamente le più adatte a soddisfare tali requisiti); ha inoltre lo scopo di rendere lisce le superfici murarie, per permettere loro di ricevere la finitura desiderata (tinteggiatura, applicazione di un parato… ecc). Negli ambienti interni, se ben aereati ed asciutti, l’intonaco ha una lunghissima durata.

L’esecuzione dell’intonaco a regola d’arte presenta diverse difficoltà. Innanzitutto, la superficie del muro deve essere bene inumidità di acqua, e la malta và scagliata con violenza in modo che possa aderire tenacemente al muro. Se il muro non viene adeguatamente bagnato, infatti, tende a sottrarre acqua alla malta dell’intonaco, provocando crepe che ne facilitano il distacco.

Se l’intonaco vien eseguito in stagione troppo calda e secca, si può avere un’evaporazione troppo rapida dell’acqua contenuta nella malta, con la conseguente creazione di crepe sulla superficie esterne. Se la malta è troppo grassa di legnate, il ritiro è eccessivo, determinando una serie di fessure (ragnatele). Se, dopo eseguito, l’intonaco “suona a vuoto”, dev’essere rifatto.

Notevole importanza assume, infine, il corretto impiego dei cosiddetti “prodotti complementari”, che vanno annegati nello spessore dell’intonaco: rete di armatura e rete portaintonaco, paraspigoli, profili di delimitazione, profili guida a T, giunti di dilatazione… ecc.

Quindi, la riuscita di un intonaco è in funzione di un perfetto coordinamento tra tipo di malta, dosaggio, spessore degli strati e cautele nell’esecuzione.

IL TINTEGGIO E ALTRE FINITURE

La finitura da applicare alle pareti varia nei colori e nelle tecniche:

Pittura con rullo e/o pennellessa

La pittura con rullo e/o pennellessa è la più classica e semplice tra le tecniche di pittura. Con alcuni accorgimenti si può imbiancare casa anche fai da te con questo tipo di tecnica.

Dopo aver adeguatamente preparato le pareti da imbiancare, infatti, bisogna semplicemente applicare il colore sul muro con il rullo o la pennellessa applicando più strati per ottenere una copertura ottimale. Il risultato sarà quello di ottenere una copertura uniforme e regolare.

Con un tipo di rullo specifico che ha dei disegni applicati si può anche eseguire la tecnica di pittura stampata per creare forme particolari sul muro.

Pittura a spruzzo

La pittura a spruzzo è un’alternativa all’imbiancatura a rullo e serve sempre per imbiancare grandi superfici con uno strato di colore uniformemente distribuito. Se ben eseguita, questo tipo di tecnica permette di ottenere un risultato completamente liscio e uniforme, senza i segni caratteristici di rullo o pennello.

Una difficoltà propria della tinteggiatura a spruzzo è che le particelle di colore vengono liberate nell’aria tingendo tutto quello con cui vengono in contatto. Bisogna, dunque, fare attenzione a coprire perfettamente qualsiasi superficie che non debba essere pitturata e bisogna fare attenzione che non tiri un filo di vento nell’area dove si lavora (non si possono chiudere le finestre per rischio di intossicazione).

Tinteggiatura a spatolato

La tecnica dell’imbiancatura a spatolato richiede una certa dimestichezza ma risulta sicuramente di grande effetto. Questa, infatti, rende la parete completamente lucida e liscia al tatto.

Elegante ed impegnativa, questa tecnica di tinteggiatura particolare è più adatta ad ambienti dallo stile classico. Si esegue applicando il colore con una spatola in metallo o plastica con gli spigoli smussati.

Tinteggiatura con lo straccio

L’effetto di questa tecnica di pittura particolare rientra nella categoria di imbiancatura a velatura ed è molto particolare e bella da vedere.

Inoltre, l’imbiancatura con lo straccio fai da te è abbastanza semplice da realizzare: bisogna applicare un colore di base su tutta la superficie da pitturare e poi appallottolare uno straccio ed intingerlo nel colore desiderato e picchiettare dolcemente il muro.

Tinteggiatura ad effetto spugnato

Anche la tinteggiatura ad effetto spugnato è una tecnica di pittura a velatura abbastanza semplice da applicare, che porta ad un risultato esteticamente molto interessante: la forma della spugna crea, infatti, un gioco di luci ed ombre molto gradevole all’occhio.

Esistono due tecniche di base per effettuare la pittura con effetto spugnato.

– il metodo a mettere” che consiste nell’applicare il colore di fondo e poi applicare il secondo strato di colore picchiettando la spugna imbevuta di colore sulla superficie
– il metodo “a togliere” che consiste nell’applicare il cosiddetto primer o colore di base e successivamente anche il colore con cui si vuole creare l’effetto spugnato. Poi, molto velocemente per far si che non si asciughi il colore, si passa la spugna asciutta per rimuovere il colore mostrando il primer per creare l’effetto spugnato.

Tinteggiatura ad effetto graffiato o rigato

Per eseguire la tecnica di tinteggiatura moderna ad effetto graffiato o rigato si esegue la stessa procedura della pittura ad effetto spugnato con la tecnica a togliere. Tuttavia, invece di togliere il colore con una spugna asciutta, bisogna graffiare il muro con una spatola in maniera irregolare per creare un disegno di righe molto interessante e variegato.

In alternativa, si può graffiare la pittura con movimenti tutti orizzontali o verticali per creare il tipico effetto rigato. L’effetto che ne risulta è particolarmente vintage e si adatta bene ad ambienti in stile anni 60 e 70.

Tra le altre finiture murarie le più famose sono:
– grassello di calce;
– stucco veneziano;
– intonachino colorato.

Superfici, colori, intensità, effetti sono tantissimi, affidatevi a noi e alla nostra esperienza per trovare quello che fa più al caso vostro.

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Sanitari e rubinetteria

Siamo in grado di offrirti il meglio del design e della qualità italiana sul mercato, sia per quanto riguarda la rubinetteria che per i sanitari e lavelli.

Il bagno può diventare un’oasi confortevole e di pace in cui dedicare tempo a se stessi, nel quale, in futuro, ti fermerai di sicuro più dello stretto necessario!

Fermati, chiudi gli occhi e prova a visualizzare il vero relax….
Se inizi a sentire il rumore dell’acqua che scorre, il profumo del legno e dell’incenso, a percepire la calda e ovattata umidità del vapore, significa che sei pronto per immergerti nell’avvolgente atmosfera delle terme.
Ti senti attratto dalla cultura giapponese con i suoi rituali di purificazione e rilassamento, o sei più in sintonia con quella dei bagni di vapore dell’hammam? O ancora, nella tua casa in montagna manca giusto giusto la sauna per poter chiudere in bellezza una giornata sulle vette?
Non è solo immaginazione o pura suggestione, perché con le tecnologie oggi disponibili non è necessario disporre per forza di una sala da bagno extra large né di consumare enormi quantità di acqua: anche un semplice box doccia si può trasformare in bagno turco e un normale bagno in un vero centro benessere domestico dotato di ogni comfort.

Affidati a noi, grazie alla nostra esperienza potrai realizzare il tuo bagno di sicuro effetto estetico e di relax.

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Accessori

Il termine cristallo indica un tipo di vetro trasparente e particolarmente brillante, che presenta un’altra concentrazione di ossido di piombo (infatti è chiamato anche vetro al piombo). A Murano invece viene chiamato cristallo il vetro puro e trasparente, anche se nella formulazione muranese il piombo non è previsto. Il cristallo veneziano è un vetro particolarmente brillante, omogeneo, assolutamente privo di colorazione ed è un vetro sodico-calcico, il che lo rende adatto a lunghi tempi di lavorazione e alla produzione di oggetti soffiati, perché mantiene a lungo lo stato plastico.
Il segreto della qualità del cristallo veneziano  sta nella purezza delle materie prime impiegate, in primo luogo la silice, nell’uso sapiente dei decoloranti, nell’accurata preparazione della miscela vetrificabile e nella condotta della fusione. Ogni vetreria che si rispetti usa una sua propria composizione che è unica e gelosamente custodita, perché naturalmente non è sufficiente fondere una qualsiasi miscela di vetrificanti e fondenti per ottenere un buon vetro.
La straordinaria trasparenza del cristallo veneziano  si apprezza al meglio nel mattone di vetro  perfettamente neutro e cristallino nonostante i suoi 5 centimetri di spessore.
Vetro colato a stampo: è la più antica tecnica di lavorazione del vetro. Per realizzare lastre o formelle vengono utilizzate delle apposite forme di diverse misure entro le quali il vetro fuso viene colato direttamente.
Colorazione a caldo senza fusione: questo procedimento è stato ideato da Ercole Barovier verso la fine degli anni ’20 e consiste nell’inclusione tra due strati di vetro trasparente e incandescente di sostanze chimiche o altri elementi che per l’elevata temperatura assumono colori particolari e creano effetti di grande bellezza, mai uguali gli uni agli altri.Vetro bullicante: racchiude una miriade di bollicine d’aria e si ottiene colando il vetro in uno speciale stampo provvisto di punte metalliche. Le punte lasciano nel vetro minuscoli fori che, coperti da altro vetro, trattengono delle piccole quantità d’aria. Questa tecnica è stata messa a punto a Murano negli anni ’30 del XX secolo e consente di creare oggetti di particolare suggestione.Vetro trattato ad acido: per il processo di acidatura si utilizza acido fluoridrico, l’unico acido in grado di intaccare il vetro. Si ottiene in questo modo una superficie setosa ed omogenea, gradevole al tatto, detta “satinata”. L’acidatura rende la superficie più dolce e meno sporchevole rispetto alla sabbiatura.
Vetro lattimo: è stato inventato a Murano intorno al 1450 per imitare la prima preziosa porcellana cinese giunta a Venezia. E’ un vetro opaco bianco come il latte grazie agli agenti opacizzanti che contiene, minuti cristalli di fluoruro di calcio e di sodio che riflettono la luce determinando così sia l’opacità che la caratteristica colorazione.Vetro incamiciato: con questa tecnica del vetro incandescente viene colato su un vetro di diverso colore, destinato a rimanere interno.Lavorazione a filo di vetro colato: un sottile filo di vetro scende dal crogiolo e viene avvolto a mano attorno a uno stampo. Così nascono le lampade.Lavorazione a nastro di filo colato: la mano del vetraio dispone il nastro di vetro, ancora duttile, in sapienti volute attorno a uno stampo, in modo da creare una sorta di pizzo in vetro spesso e trasparente. Con questa tecnica vengono prodotte le lampade.
Collante, sigillante, rasante tre utilizzi, un unico prodotto, un’idea innovativa. E’ la malta epossidica fugante per eccellenza, punto di riferimento per il settore, antiacido, resistente ai raggi UV anti ingiallimento per esterno ed interno. Forte nelle condizioni più estreme, è il sigillante resistente all’abrasione, alla flessione e alla compressione meccanica secondo i criteri della normativa EN 12808-3.
Ideale per la stuccatura di piastrelle in ceramica e gres porcellanato, mosaico vetroso, artistico e metallico, pietre naturali e ricomposte, klinker, legno, ciottoli, vetromattone.
Idoneo al contatto con alimenti, assicura fughe antimacchia, idrorepellenti e sigillature senza fessurazioni impedendo che vi si annidi la sporcizia. Il risultato è una fuga facile da pulire che contribuisce in modo determinante all’igiene delle superfici. Queste qualità insieme alle naturali doti di sigillante batteriostico, impediscono il proliferare di funghi e muffe sulle fughe e lo rendono indicato per stuccature con elevati requisiti igienici là dove vengono richiesti.
Per la salvaguarda dela sicurezza alimentare se utilizzato per piani lavoro di cucine, ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie e per stuccature in industrie alimentari quali caseifici, oleifici, birrerie e cantine.
E’ inoltre ideale per la stuccatura degli ambienti dedicati al relax e al benessere nella tua abitazione, come bagno, zona doccia e vasca idromassaggio, ma anche nel tempo libero. Nell’ edilizia del wellness in saune, bagni turchi, vasche termali, SPA, nell’ edilizia sportiva in palestre, piscine, spogliatoi.Adatto per la stuccatura di
• Gres porcellanato
• Klinker
• Mosaico vetroso
• Mosaico metallico
• Pietre naturali
• Pietre ricomposte
• Legno
• Ciottoli
• Vetro mattoneIdoneo per pose e stuccatura di pavimenti e rivestimenti di:
• Bagni
• Box doccia
• Piscine
• Vasche termali
• Saune
• Bagni turchi
Particolarmente indicato per ambienti ad uso alimentare:
• Caseifici
• Oleifici
• Birrifici e aziende vinicole
• Banchi di lavorazione delle carni
• Tavoli di cucine in ristoranti e pasticcerie

Molteplicità senza limiti: tagliare, sagomare, incollare

Il pannello  presenta un nucleo azzurro di schiuma rigida di polistirene estruso senza HCFC. Questo rende il pannello da costruzione  la base ideale per la posa di piastrelle, mosaici e intonaci di ogni tipo. Può essere impiegato praticamente su ogni tipo di sottofondo, è impermeabile all’acqua, termoisolante, utilizzabile in modo variabile, leggero e stabile.

Il pannello è ermetico al 100% ed inoltre sicuro al 100%.
Il nucleo azzurro XPS è ermetico all’acqua al 100% e continua ad esserlo anche in caso di eventuali danni.
La superficie cementizia forma un fondo di adesione estremamente forte grazie al tessuto incorporato.
Tutti i sistemi di pannelli sono altamente termoisolanti, fanno risparmiare costi energetici e proteggono a lungo dalla muffa.

Disponiamo di materiali sintetici di alta gamma, sempre innovativi, con la garanzia della massima qualità. Sono materie plastiche, pannelli sintetici e compositi che rappresentano un riferimento per architetti e progettisti, sia dal punto di vista stilistico, grazie alle sempre nuove collezioni di materiali, sia a livello tecnico per il supporto specifico a ogni progetto e il know how fornito.
Offriamo un ampia gamma prodotti  per i quali facciamo anche servizio di taglio e consegna in tempi estremamente rapidi.
Sono materiali resistenti al fuoco e ai prodotti chimici, in particolare modo agli acidi ed alcali comuni, antirumore, alcuni pannelli sono compositi con anima macrocellulare e alveolare che combinano caratteristiche strutturali di autoportanza e leggerezza ad eccezionali qualità estetiche. La vasta gamma di colori, finiture e spessori esalta ed ispira la creatività di ogni design.
Particolare attenzione è rivolta al rispetto per la nautra con soluzioni che sfruttino sempre meglio le tecnologie di produzione e lavorazione nella salvaguardia della natura e nel recupero degli scarti. Il nostro obbiettivo è di avere una gamma di prodotti composta soltanto da materiali che si possano riciclare.
Ti proponiamo prodotti di design in acciaio inox AISI 316, per un habitat interno di prestigio, moderno, pulito e armonico, con linee di prodotto complete e coerenti.
Trovi maniglie, maniglioni, parapetti, zoccolini, ferramenta per scale, kit completi per bagni privati e pubblici, targhe ecc…..
Disponiamo anche di un’ampia gamma di profili in alluminio, ottone ed acciaio sono stati studiati per essere utilizzati in svariate applicazioni con materiali differenti a pavimento e rivestimento.
Questi profili possono fungere da angolo di protezione, profilo divisorio a contrasto, gradino o finitura puramente estetica con all’interno dei led, per completare ed arricchire alcuni materiali come ceramica, legno e pavimenti vinilici.
Sono profili deformabili che possono essere adattati per creare un raggio usando unicamente la pressione delle mani.
Questa gamma deformabile si estende a tutti i tipi di metallo. Le finiture di alluminio sono: anodizzato, lucido, verniciato e naturale.

E ancora vasta scelta su scale in ferro, lamiere microforate e stirate…..

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