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Questo è un sito aziendale diverso rispetto agli altri, è stato strutturato in modo da essere anche didattico, essendo l'azienda specializzata in settori di nicchia, tuttavia il visitatore non è costretto se non interessato a leggere tutto ma, se lo desidera, solo a carpire le informazioni di cui ha bisogno salvo poi contattarci per ulteriori approfondimenti.

I PROSSIMI AGGIORNAMENTI

I prossimi aggiornamenti del sito riguarderanno l'inserimento di una sezione speciale dedicata esclusivamente alle nostre case prefabbricate e una sezione dedicata allo shopping on-line dove puoi acquistare direttamente i materiali da noi commercializzati. Essendo ZEB una realtà molto attiva ti suggeriamo di Iscriviti alla nostra newsletter in modo da essere aggiornato sui nuovi materiali, sulle fiere ed eventi.

Infoanticaduta

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Infoanticaduta 2017-02-11T18:05:04+00:00

PREVENZIONE CADUTA DALL’ALTO E IN PROFONDITA’ (SPAZI CONFINATI), CADUTA DALL’ALTO DEI GRAVI

Riferimenti normativi: D.Lgs. 81/2008 e s.m.i – UNI EN 795-UNI 11578, UNI EN 363 – regolamento locale, D.P.R. N. 177 14/09/2011

PANORAMICA GENERALE

Le cadute dall’alto sono la prima causa di morte sul lavoro.

I settori economici più colpiti “agricoltura, caccia, pesca, silvicoltura” e “costruzioni” presentano rispettivamente un’influenza sul totale dei casi pari a 40,1% e 21,5%. A seguire “commercio ingrosso/dettaglio, attività artigianali” (9,9%), “trasporti, magazzinaggi, comunicazioni” (5,3%), “produzione e distribuzione/manutenzione di energia elettrica, gas, acqua”.
I lavoratori esperti sono stati i più colpiti, nella maggior parte dei casi gli infortunati avevano un’età compresa tra i 45 e i 54 anni.

Le cause più ricorrenti sono:

  • la “caduta di persona dall’alto”;
  • la “caduta dall’alto di gravi/schiacciamento”
  • la “caduta dall’alto di gravi/schiacciamento”;
  • il “ribaltamento di veicolo/mezzo in movimento”;
  • l’ “investimento da mezzo semovente” ;
  • la “caduta di persona dall’alto”;
  • il “contatto con organi lavoratori in movimento”.

È opportuno evidenziare che, per quanto riguarda l’altezza di caduta dall’alto, sono più frequenti gli infortuni mortali conseguenti a cadute da altezza compresa tra 1 e 10 metri (in relazione alle altezze di caduta registrate).

Questi dati confermano che non servono grandi altezze per morire.

Per quanto riguarda gli infortuni mortali dovuti a “caduta di persona dall’alto” nella maggior parte dei casi, in base alle informazioni disponibili, il lavoratore non aveva indossato dispositivi di protezione individuale adeguati. Questo fenomeno ha dimostrato la scarsissima attenzione ancora oggi posta alla corretta “progettazione” del lavoro in quota, il quale deve prevedere adeguate opere provvisionali e/o dispositivi di sicurezza di trattenuta al fine di tutelare i lavoratori.
Dati di questa entità hanno evidenziato che il fenomeno degli infortuni mortali sul lavoro sta continuando ad avere, purtroppo, una drammatica rilevanza in Italia.
Ancora una volta è evidente l’importanza e l’efficacia di una continua formazione dei lavoratori, a tutti i livelli aziendali, sui rischi e sulle procedure di lavoro, nonché l’interesse rappresentato dallo studio delle modalità con le quali si giunge all’infortunio per aiutare i tecnici impegnati nella valutazione dei rischi e nella riduzione degli infortuni.
E’ degno di nota il fenomeno infortunistico mortale che colpisce i più giovani dai 15 ai 24 anni, nel triennio sono stati registrati 60 casi, e i più anziani, 346 casi con età uguale o superiore a 65 anni.
La probabilità di un evento mortale per il giovane lavoratore (dai 15 ai 24 anni) è il 30% più alta dei lavoratori che hanno un’età compresa tra 25 e 44 anni.
Questo è un dato inquietante se si pensa che questi ragazzi non hanno l’esperienza per esprimere un giudizio sulle condizioni di sicurezza del lavoro e sono quindi totalmente dipendenti dai propri preposti o datori di lavoro, quindi hanno l’importante compito di trasferire la cultura della sicurezza ai più giovani.
Analizzando le modalità con cui si perviene all’infortunio mortale, è possibile rilevare spesso una grave carenza di cultura della sicurezza. Non è mai sufficiente ripetere che questo aspetto impatta non solo sulla sensibilità del lavoratore in merito ai rischi, ma anche e soprattutto sull’errata scelta delle modalità esecutive del lavoro (procedure) e, più in generale, sulla non corretta progettazione del lavoro (per esempio, in merito alla scelta delle attrezzature adeguate, di idonei apprestamenti e di dispositivi di protezione), trascurando completamente la preventiva predisposizione di idonee misure necessarie a salvaguardare la sicurezza di chi opera.

Le disposizioni relative alla sicurezza sul posto di lavoro sono numerose e molto dettagliate.

Accanto alle leggi dello Stato esistono una serie di regolamenti e norme antinfortunistiche emanati dagli Enti assicurativi competenti. Quest’ultime riguardano in particolar modo specifici settori economici e particolari professioni.
A fronte di una così dettagliata legislazione il numero di incidenti (1 ogni 15 lavoratori) e quello delle morti (1 ogni 8.100 addetti) rappresenta una vera e propria emergenza sociale.

C’è da rilevare come l’aumento degli infortuni e delle morti è fortemente correlato alla pratica, in uso nella Pubblica Amministrazione, di assegnare gli appalti pubblici al ribasso. Inoltre, circa l’85% degli incidenti mortali avviene proprio nell’ambito dei sub-appalti.

Tra le diverse cause, che concorrono a determinare il verificarsi di un evento infortunistico, si possono annoverare le seguenti:

  • scarsa padronanza della macchina;
  • assuefazione ai rischi (abitudine e ripetitività dei gesti);
  • banalizzazione dei comportamenti di fronte al pericolo;
  • sottostima dei rischi (neutralizzazione delle protezioni);
  • diminuzione dell’attenzione nel lavoro di sorveglianza (stanchezza);
  • mancato rispetto delle procedure;
  • aumento dello stress (rumore, ritmo, ecc.);
  • precarietà del lavoro che conduce ad una formazione insufficiente;
  • manutenzione poco o male eseguita (rischi insospettati).

Gli infortuni possono essere classificati in due tipologie:

  • Infortuni dovuti a cause soggettive: infortuni in cui il comportamento del singolo è risultato difforme da quello consolidato della grandissima maggioranza dei lavoratori del gruppo di appartenenza;
  • Infortuni dovuti a cause oggettive: infortuni in cui il comportamento è risultato conforme a quello consolidato della grandissima maggioranza dei lavoratori del gruppo di appartenenza.

La quantità del numero di infortuni potrebbe essere contenuta attuando una efficace politica di prevenzione che fa leva su:

  • formazione ed addestramento per ottenere comprensione (dei problemi) e condivisione (sulle modalità di tutela);
  • rispetto degli ordini, divieti ed indicazioni;
  • corretto uso dei dispositivi di protezione individuale, ordine e pulizia;
  • rigido rispetto delle procedure nei casi in cui la sicurezza tecnica non basta.

I costi umani, sociali ed economici del fenomeno sono altissimi, di fronte a questi dati ALLARMANTI, ZEB conduce da tempo, il suo impegno sociale per la sicurezza sul lavoro tramite una continua, accurata ed aggiornata informazione e formazione. Partendo da dati statistici sulle più frequenti cause di infortunio sul lavoro è possibile individuare e attuare misure di sicurezza efficaci.

ZEB, allo scopo di sensibilizzare gli addetti ai lavori alla cultura della sicurezza e quindi di ridurre i numeri di infortuni mette gratuitamente a disposizione diversi servizi di informazione:

  • Newsletter:  con contenuti sempre più selezionati rivolti ad aziende e professionisti;
  • Consulenza tecnica gratuita;
  • Seminari tecnici gratuiti, validi per i crediti formativi, condotti da docenti accreditati, avvocati, professionisti operanti in materia. (grande opportunità per i partecipanti di prendere conoscenza dei rischi, su come prevenirli e di confronto)

ZEB mette altresì a disposizione tutti gli strumenti, sia conoscitivi che pratici, per la prevenzione delle cadute dall’alto, i rischi legati al lavoro in profondità (spazi confinati) e alla caduta dall’alto dei gravi, tramite la propria esperienza e il proprio staff tecnico qualificato e appositamente formato, in grado di studiare qualsiasi soluzione tecnica certificata e a norma.

A tal fine proponiamo una convenzione riservata ai vostri iscritti per offrire prevenzione con un imbattibile rapporto qualità prezzo e che incentivi la nostra politica di prevenzione rendendo accessibile la sicurezza a tutti!!!

Ogni responsabile di un immobile (amministratore   condominiale o   proprietario) o datore di lavoro, dirigenti e preposti possono essere   coinvolti in azioni penali e civili qualora emergano violazioni o deficienze   nei  riguardi delle normative vigenti.

Solo un forte impegno sociale da parte di tutti gli operatori del settore potrà contribuire efficacemente a ridurre il fenomeno inarrestabile delle “morti bianche” e gli infortuni.

FASCICOLO TECNICO

ZEB in qualità di azienda etica fornice un accurato e preciso “Fascicolo tecnico” dell’impianto  che risponde perfettamente alle norme e pone il cliente in una botte di ferro manlevandolo da ogni responsabiltà.

Il Fascicolo tecnico contiene:

  • Elaborato grafico della copertura firmato da professionista abilitato (se specificatamente richiesto);
  • relazione di calcolo, redatta da un professionista abilitato, contenente la verifica della resistenza degli elementi strutturali della copertura alle azioni trasmesse dagli ancoraggi (se specificatamente richiesto);
  • Scheda tecnica del prodotto;
  • Dichiarazione di conformità e certificazione dei prodotti;
  • Certificato laboratorio prove di idoneità all’impiego;
  • Manuale d’uso e programma di manutenzione;
  • Definizione delle azioni vincolari trasmesse agli elementi di fissaggio;
  • Dichiarazione di corretta messa in opera;
  • Documentazione fotografica dell’installazione;
  • Documentazione fotografica del collaudo;
  • Dichiarazione di collaudo secondo le disposizioni fornite dal fabbricante;
  • Attestati di posatore specializzato e qualificato;
  • Registro accessi alla copertura

COLLAUDI

ZEB esegue sempre i collaudi dei propri impianti, questo per avere un riscontro concreto della bontà di esecuzione della posa in opera e del prodotto. Successivamente all’esito positivo viene redatta un’apposita “dichiarazione di collaudo” con relativa documentazione fotografica, dichiarazione che farà poi parte del fascicolo tecnico.

Il collaudo deve essere eseguito secondo le procedure studiate dalla casa di produzione degli elementi.
Le prove sono state determinate secondo i criteri di progettazione di ogni elemento facente parte del dispositivo di ancoraggio, tenendo in considerazione che la prova di collaudo non deve portare l’elemento a deformazioni in campo plastico.
Si specifica che la Norma UNI EN 795 non obbliga gli installatori ad eseguire una prova di collaudo, ma raccomanda delle modalità di prova nell’APPENDICE A 795, noi quindi abbiamo deciso di utilizzare questo protocollo per maggior scrupolo e garanzia del cliente.

Svolgimento della prova

Il collaudo del sistema di fissaggio e della resistenza della struttura di supporto viene effettuato con l’utilizzo di attrezzature atte a trasferire la forza di 10 kN (carico di esercizio) sui supporti e registrarne la resistenza per 15 s
Attrezzatura:
✓tensionatore meccanico (come ad esempio Tirfor)
✓dinamometro

La prova di collaudo per la linea di ancoraggio flessibile di classe C prevede la verifica di ogni ancoraggio strutturale di estremità. L’ ancoraggio deve essere sottoposto a una prova statica di resistenza applicando il carico di esercizio dichiarato dal fabbricante, la forza di prova deve essere 10 kN.

L’ancoraggio strutturale dovrebbe sopportare la forza per almeno 15 secondi a dimostrazione della resistenza degli elementi di fissaggio e della struttura di supporto.

Tale prova dovrà essere ripetuta nelle programmate manutenzioni dell’installatore. Il collaudo può essere eseguito esclusivamente da installatori qualificati e riconosciuti dal produttore
A collaudo avvenuto dovrà essere rilasciato certificato di collaudo.
Si consiglia di eseguire la prova in presenza del responsabile dei lavori in modo da controfirmare il certificato di collaudo.

Verifiche periodiche

Siamo abilitati ad effettuare le verifiche e la manutenzione sugli impianti anticaduta. Per legge la verifica è annuale, se in regolare servizio, o prima del riutilizzo se non usate per lunghi periodi.
La garanzia dei materiali, per legge, è di 10 anni.Immagine

L’ispezione deve comprendere almeno quanto segue:

  1. ispezione punti di ancoraggio;
  2. verifica tensionamento delle linee di ancoraggio;
  3. controllo dissipatori di energia;
  4. controllo integrità dei punti terminali delle linee di ancoraggio;
  5. controllo linee di ancoraggio rigide e degli elementi terminali   delle stesse: deformazioni permanenti, corrosione dovuta alla ruggine o ad altri agenti contaminanti, fissaggio degli elementi terminali
  6. controllo dispositivi mobili installati permanentemente sulla linea di ancoraggio.

Gli elementi difettosi o in cattivo stato di conservazione delle  linee di ancoraggio devono essere eliminati dal servizio e  sostituiti o revisionati.

L’ancoraggio strutturale dovrebbe sopportare la forza per almeno 15 secondi a dimostrazione della resistenza degli elementi di fissaggio e della struttura di supporto.

Tale prova dovrà essere ripetuta nelle programmate manutenzioni dell’installatore. Il collaudo può essere eseguito esclusivamente da installatori qualificati.
A collaudo avvenuto dovrà essere rilasciato certificato di collaudo.
Si consiglia di eseguire la prova in presenza del responsabile dei lavori in modo da controfirmare il certificato di collaudo.

QUADRO NORMATIVO

Il nostro Fascicolo tecnico viene predisposto in funzione delle  leggi e delle sentenze della corte di cassazione.

Ecco le principali leggi e regolamenti di riferimento:

Norme generali e linee guida

Norme locali

Sentenze

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